Solidarietà agli operai e alle operaie, ai delegati
e alle delegate espulsi/e e sospesi/e dalla Fiom alla Piaggio

Bene hanno fatto i lavoratori e le lavoratrici che, con il presidio e gli scioperi, hanno già espresso la loro solidarietà ed il loro sostegno

Le motivazioni con le quali la Commissione di Garanzia della Cgil ha espulso 11 lavoratori (dei quali uno della Filcams) e ne ha sospesi 5 per un anno dalla Fiom sono riportati nella lettera loro inviata: "mancanza di spirito di collaborazione", tentativo di "creare una contrapposizione all'interno della Fiom" e "fornire una cattiva immagine" del sindacato agli occhi dei lavoratori. Al di là di cosa scrive la Cgil, la realtà è che queste avanguardie di fabbrica sono state per un intero decennio una spina nel fianco dei padroni e della concertazione sindacale per aver promosso e organizzato, con grande determinazione e senso di responsabilità, esponendosi anche in prima persona, iniziative di lotta e scioperi contro la "fabbrica integrata", in difesa delle condizioni di lavoro di tutta la classe operaia Piaggio, fino ad essersi battuti nel recente referendum contro l'accordo integrativo che prevedeva, tra l'altro, l'introduzione del sabato lavorativo obbligatorio. Un accordo che ha diviso in due la fabbrica e che, senza l'assenso dei colletti bianchi, sarebbe stato respinto.
Inoltre, è bene ricordare, l'accanimento con cui il padrone ha agito contro Corrado (tra l'altro uno degli espulsi) per relegarlo prima in un reparto confino, e per poi cacciarlo dalla fabbrica.
La verità è che la Cgil ha colpito una risorsa preziosa per i lavoratori e le lavoratrici Piaggio ed ha esposto ancora di più queste avanguardie alla rappresaglia padronale. Se qualcuno pensa, anche con questo provvedimento, di ostacolare la resistenza degli operai Piaggio al peggioramento delle condizioni di lavoro e di vita (supersfruttamento, maggiore flessibilità, etc.), siamo convinti che si sbagli di grosso, come siamo altrettanto convinti che abbia alzato un masso che gli ricadrà sui piedi.
Il trasferimento e l'allontanamento dalla fabbrica di Corrado, uno dei delegati più combattivi e preparati, fu una grave perdita per la classe operaia, ma è altrettanto vero che quella vicenda rafforzò le avanguardie esistenti e ne fece nascere di nuove. Vergognoso è anche il modo con il quale la Cgil ha deciso di attuare questa vera e propria epurazione, a pochi giorni dalle ferie, nelle migliori tradizioni dei padroni che, quando hanno potuto, hanno atteso periodi di ferie per licenziamenti politici, ristrutturazioni, cassa integrazione, etc. con l'obiettivo di ostacolare e rallentare la risposta dei lavoratori. Tentativo in parte già fallito, in quanto la mobilitazione dei propri compagni di lavoro non si è fatta attendere.
La solidarietà ed il sostegno agli operai ed alle operaie colpiti/e devono essere ampi e allo stesso tempo intensificati, anche in questi giorni di ferie, per respingere al mittente una simile provocazione.

02/08/2004
Linearossa e Assemblea Nazionale Anticapitalista