Viva il 1° Maggio: giornata internazionale di lotta

Dopo dieci anni di supersfruttamento, la giovane classe operaia della Sata-Fiat e dell'indotto di Melfi ha detto "Ora basta!" con una lotta efficace che ha inceppato la produzione del gruppo Fiat in tutta Italia e ha costretto le controparti a fare i conti con i suoi rappresentanti, le Rsu, come reali titolari di questa vertenza. Anche noi siamo convinti che "comunque vada, niente sarà più come prima …", infatti la coscienza e l'organizzazione della classe operaia Fiat e indotto di Melfi ne escono sicuramente rafforzate.
I padroni sono sempre alla ricerca affannosa di nuove forme di organizzazione del lavoro per ingabbiare e sfruttare la classe operaia, ma la saggezza e la determinazione degli operai riesce a trovare soluzioni per modificare la situazione:
due settimane di lotta e cinque presidi permanenti ai cancelli hanno bloccato la produzione di tutto il gruppo Fiat (Melfi, Pratola Serra, Pomigliano D'Arco, Arese, Cassino, Mirafiori e Termini Imerese) e mostrato la capacità della classe operaia di unire attorno alla mobilitazione gran parte del proletariato e delle masse popolari (basti pensare alla manifestazione di sabato 24 a Melfi a cui hanno partecipato oltre 10 mila persone) e di coinvolgere le classi lavoratrici con lo sciopero nazionale (riuscito!), con i cortei e i presìdi di mercoledì 28 aprile, come risposta immediata all'aggressione poliziesca.
Le controparti padronali hanno tentato in tutti i modi di sconfiggere questa lotta in difesa del salario, delle condizioni di lavoro, di vita e per la propria dignità:
- con l'aggressione poliziesca la mattina del 26 aprile, bollando gli operai come "facinorosi e violenti" e attraverso le sinistre parole del ministro degli interni Pisanu, che ha affermato di essere pronto a ripetere quanto già fatto. Ma le cariche e le minacce hanno rafforzato la volontà e la determinazione degli operai;
- con l'isolamento, la denigrazione, le intimidazioni, i ricatti e i tentativi di dividerli. Anche stavolta, hanno tentato di ripetere la famigerata "marcia dei 40mila" dell'80, marcia, peraltro, a cui parteciparono non più di 6-7mila tra capi, capetti e quadri; ma anche questa mossa non è riuscita: in piazza per manifestare si sono ritrovate meno di 150 persone. Isolamento, denigrazione e intimidazioni sostenute anche da Cisl e Uil che hanno tentato di boicottare la lotta decisa da tutte le Rsu e invitato gli operai a non scioperare contro l'aggressione della polizia di Stato che ha provocato 14 feriti!

La posta in gioco è alta, si tratta del futuro degli operai del gruppo Fiat

La determinata ed efficace lotta degli operai di Melfi, come quella degli operai di Termini Imerese, dell'Alfa di Arese, di Mirafiori, etc, evidenzia la spaccatura sindacale: da una parte Fiom e Cobas a sostenere la volontà della maggioranza della classe operaia, dall'altra Fim, Uilm e sindacatini gialli schierati a fianco degli interessi padronali. Allo stesso tempo apre contraddizioni e conflitti con e nella stessa Cgil tesa a rincorrere "opposizioni politiche" e sinistra borghese.

Per quanto ci riguarda, come Linearossa e A.N.A., abbiamo partecipato con una nostra delegazione alla imponente e significativa manifestazione di sabato 24 aprile a Melfi. Poco più di un anno fa abbiamo sostenuto attraverso iniziative pubbliche con gli operai della Fiat di Termini Imerese (Pa) e con una sottoscrizione di massa (raccogliendo oltre 5.000 euro per la "Cassa di resistenza") la loro lotta. Poche settimane fa abbiamo stampato un opuscolo sulla lotta degli operai di Mirafiori contro il Tmc2 che può essere richiesto direttamente agli indirizzi riportati.

Il 1° Maggio saremo ancora a Melfi a fianco della classe operaia in lotta

Il 1° Maggio: con la classe operaia della Fiat

Con la lotta delle classi sfruttate e dei popoli oppressi!

Linearossa

Assemblea Nazionale Anticapitalista (A.N.A.)