Volantino diffuso, in forma mirata, alla manifestazione del 20 marzo a Roma, manifestazione alla quale Linearossa ha partecipato dietro lo striscione unitario "A fianco della resistenza irachena e palestinese" con i compagni dell'Unione democratica arabo palestinese (Udap) e con altre organizzazioni, gruppi, organismi, comitati, etc.

Ai comunisti, ai rivoluzionari, agli antimperialisti conseguenti
La rinascita del movimento comunista, che per noi significa innanzitutto affrontare e vincere la lotta per la costruzione, la ricostruzione e il rafforzamento di autentici partiti comunisti in tutti i paesi del mondo e la lotta per il comunismo, come sistema completo dell'ideologia del proletariato e come nuovo sistema sociale, sono rispettivamente: il compito concreto e urgente, l'orientamento universale e la strada necessaria che i comunisti devono saper indicare e percorrere per liberarsi dall'imperialismo e porre fine alla preistoria dell'umanità

La crisi generale che il sistema capitalista sta attraversando impone alle potenze e ai gruppi imperialisti l'accelerazione di un movimento doppio e combinato. Un movimento verso sempre più aspre lotte interne all'imperialismo stesso che portano, come elemento inevitabile, alla guerra tra le stesse potenze imperialiste per una nuova spartizione del mondo e un nuovo ordine gerarchico.
Un movimento verso sempre maggiori e generali attacchi contro le classi sfruttate dei paesi imperialisti e contro i popoli oppressi, attacchi che producono una resistenza diffusa, anche se disuguale, in ogni parte del mondo.
Gli imperialisti hanno l'obiettivo di mantenere un sistema di dominio che per vivere non può che sfruttare e opprimere e per la cui difesa non saranno mai disposti a gettare il loro coltellaccio da macellai. Una natura e una logica, questa, che fa comprendere come possono e devono reprimere, creare continuamente disordini, soffiare sul fuoco di antiche contraddizioni (come le varie differenze etniche o religiose), crearne di nuove, sostenere stati e gruppi reazionari o abbandonarli e combatterli quando in discussione è il loro potere assoluto e i loro immensi profitti.
La guerra tra potenze imperialiste è il "grande salto" che le contraddizioni interne all'imperialismo, giunte ad un certo grado di maturazione, producono. Quella che trascina milioni di uomini e donne a scannarsi tra di loro ciascuno a fianco della propria borghesia imperialista è la mobilitazione reazionaria delle masse più alta e, per il coinvolgimento mondiale che attua, più estesa. Le guerre locali, a cui stiamo assistendo, sono trasformazioni qualitative parziali, tappe intermedie verso questo scontro generale.
La rivoluzione di nuova democrazia (come tappa della rivoluzione socialista) per i paesi dipendenti e la rivoluzione socialista, per i paesi imperialisti, dirette dall'unica e medesima ideologia comunista, sono la più alta trasformazione qualitativa possibile, in questa fase, della resistenza che i popoli sottomessi e le classi lavoratrici stanno conducendo. Sono la mobilitazione rivoluzionaria che, a livello mondiale, possiamo raffigurarci come un unico fronte delle classi e dei popoli rivoluzionari in marcia verso il comunismo. Abbiamo iniziato con la lotta per la costruzione, la ricostruzione (per quanto ci riguarda) e il rafforzamento di autentici partiti comunisti in tutto il mondo e con la lotta per il comunismo fino alla vittoria, perché sono la risposta a tutto quello che sta succedendo in Italia e nel mondo, sono la risposta alle guerre, alle stragi come quella recente dell'11 marzo a Madrid e dell'11 settembre '01 a New York e Washington. A nostro avviso sono la risposta per un antimperialismo coerente se pensiamo seriamente che l'imperialismo sia solo morte, miseria, malattie, distruzione e guerra e riteniamo necessario trovare la strada per eliminare tutto questo.
Sono la risposta alle grandi sofferenze che, a causa di questo dominio, la stragrande maggioranza dell'umanità subisce. Sono la risposta a tutte le contraddizioni vecchie e nuove (come le differenze di razza, di sesso, di religione, di cultura, di etnia, ma anche tra immigrati e non, tra chi lavora e chi è disoccupato, tra chi lavora in una fabbrica che inquina e chi vi vive attorno, etc.) che i comunisti non devono mai sottovalutare e che è loro compito far confluire, insieme a svariati movimenti apparentemente molto diversi tra di loro, in un solo torrente rivoluzionario. Sono la risposta che, in positivo, ricaviamo dal passato, dalla rivoluzione russa e cinese in primo luogo, come dall'attuale guerra popolare nepalese.
Sono la risposta, per sottrarre forze e forza, a chi non è in grado di dirigere efficacemente la rivoluzione e, a causa di concezioni e metodi reazionari, invece che essere al servizio della causa dei popoli (primo elemento per giudicare ogni cosa) non fa che aumentarne la sofferenza.
La lotta per la ricostruzione del partito comunista e la lotta per il comunismo fino alla vittoria hanno (da subito e fino al raggiungimento di questo nuovo sistema sociale) come base la lotta di classe, cioè un reale processo di trasformazione, e come condizione la concezione e il metodo materialista dialettico. Dappertutto, lentamente e faticosamente si scontrano due campi contrapposti. E' compito dei comunisti affrettare lo sviluppo di questo processo: distruggendo tutto quello che ostacola il formarsi del campo degli oppressi e di coloro che lottano per un avvenire migliore di tutti i lavoratori, come è compito dei comunisti tracciare una netta linea di demarcazione tra questo campo e il campo degli oppressori, degli imperialisti e dei loro servi.
Se l'imperialismo è, per sua natura, feroce e non cambierà fino alla sua completa rovina, anche le classi sfruttate e i popoli oppressi continueranno a lottare e questo fino alla vittoria. I comunisti hanno il dovere di battersi per un autentico partito comunista e la storia dei partiti comunisti insegna che questa lotta non termina con la nascita del Partito. Dobbiamo capire cosa vuol dire, da subito, "lottare per il comunismo" e imparare a farlo. E' questa lunga lotta ininterrotta e per tappe che rende meno dolorosa, meno distruttiva, meno tortuosa, e più veloce possibile, la strada per la vittoria del comunismo nel mondo. 20 marzo 2004 Linearossa fotoc. in propr. per la ricostruzione del partito comunista

linearossa
per la ricostruzione del partito comunista

20 marzo 2004